Credevo di essere forte.
Poi, sinceramente, nemmeno ci credevo fino in fondo.
La parte sapevo reggerla abbastanza, ma solo davanti a un pubblico poco interessato e che non mi conosce affatto.
A chi mi conosce basta uno sguardo, basta sentirmi rispondere al telefono, per farmi tentennare e vedere oltre la maschera.
Il tempo non cura un bel niente.
Basta una foto, una canzone, a far crollare tutto il castello, che castello non è! E' solo una baracca fatta alla meglio, ammucchiando impegni, amici, distrazioni... Posso togliermi dalla vista i ricordi, ma, appunto, li posso togliere solo dalla vista... E non serve a niente.
Faccio un passo avanti e due indietro.
Mi arrampico per salire mentre frano con essa.
Non mi serve niente, perchè solo con me stesso posso salvarmi (da me stesso) e venirne fuori.
Non mi servono a niente i tuoi grazie, la tua riconoscenza, la tua pietà o compassione. Sono soltanto altra violenza nei miei confronti, ORA.
Non rimpiangi nulla e non si torna indietro?! Bene. Sì, esattamente!
E allora non tentare di farlo.
Non curi un bel niente. Ora.
Non mi aiuti.
Stai solo nascondendo altre pugnalate dietro ad una mano tesa, che si ritrae prima che possa essere afferrata.
...Cosa dovrei dire?!
"Grazie! Oh! Che bello, ora sto molto meglio! Magnificamente."
Ora so che è stato tutto bello... Finchè è durato.
So della genuinità dei miei sentimenti, so che ne resta un bel ricordo, indelebile... E allora?!
Sono sempre io quello superficiale? Sì.
Non si torna indietro.
Sono ancora io il debole.
Sono un debole,
verissimo.
Questa ne he la prova.
Bhè! Grazie tante,
con l'affetto di sempre.
Sigmund Freud analyze this!